Un gemellaggio con Aleppo

Quante cose diamo per scontate, per il semplice fatto di averle sempre lì, a nostra disposizione? Quando premiamo un interruttore o apriamo il rubinetto, ci siamo mai chiesti se c’è elettricità o se uscirà l’acqua? Queste sono alcune riflessioni che ci ha lasciato don Pier Jabloyan, direttore dell’oratorio Don Bosco di Aleppo. In un Paese in guerra ormai da quasi sette anni, l’oratorio - con le sue molteplici attività - è un punto di riferimento e di speranza: il doposcuola, il catechismo, l’estate ragazzi, le squadre sportive, i gruppi… «cose normali in tempi non normali». Perché durante un conflitto anche il numero delle vittime diventa quasi un’”abitudine”. Vittime come un ragazzo, di 12 anni, ucciso da un colpo di mortaio mentre aspettava il bus. O come due fratelli con la loro mamma, a casa, colpiti per sempre da un razzo in quel luogo che - per eccellenza - dovrebbe dare sicurezza. Nelle parole di don Pier il dolore e la sofferenza si uniscono ai miracoli e alla speranza di chi continua ogni giorno a fare il bene e a testimoniare quell’Amore più grande che spinge a dare la vita per gli altri: nell’accoglienza, nel gioco, nell’aiuto, nel trovare la forza di festeggiare ancora ogni piccola gioia quando tutto intorno parla di morte. Ed è proprio qui che si inserisce il gemellaggio che unisce Valdocco alla Siria. Al termine di un anno di riflessione - attraverso momenti di gioco e di festa, di animazione e di ritiro - abbiamo deciso di vivere concretamente la proposta pastorale “Io sono una missione #perlavitadeglialtri”: la nostra vita può dunque realizzarsi pienamente solo con gli altri e per gli altri. Abbiamo quindi lanciato una sottoscrizione a premi, i cui ricavati andranno interamente alla casa salesiana di Aleppo. Un piccolo gesto se preso singolarmente, ma che può davvero fare la differenza. Perché - come ci ha detto don Pier - «Alla fine della guerra, coloro che hanno fatto del male verranno dimenticati. Ma tutti quelli che hanno fatto del bene ai ragazzi di Aleppo saranno ricordati per sempre».
di Ileana Vitale    

ERASMUS ENTREAPP KA229

Da Valdocco a Siviglia passando per Versailles e Bilbao con "ENTREAPP", seguito dalla nostra Sara Spata, animatrice ancor più che progettista dell’ennesimo Erasmus che il CNOS-FAP sta realizzando in collaborazione con istituzioni educative e formative internazionali come i Salesiani del Colegio San Pedro di Siviglia e l’Istituto Deusto di Bilbao e il Liceo Tecnico Professionale di Versailles. Caratteristiche salienti del progetto ENTREAPP sono lo sviluppo di un App (applicazione per smart device ossia “il telefonino”) per la promozione turistica e culturale della Città di Siviglia. I protagonisti di ENTRAPP sono i giovani allievi che frequentano le istituzioni formative coinvolte ognuno con un ruolo ben definito e coerente alla vocazione della sede di provenienza. CNOS-FAP Valdocco si occupa di realizzare la veste grafica, dalla progettazione del logo alla stampa dei materiali e dell’interfaccia grafica. Compito del Colegio San Pedro di Siviglia è scrivere il codice informatico per la programmazione dell’APP. L’Istituto Deusto di Bilbao si occupa della traduzione in lingua Castigliana, il dialetto della regione in cui si trova Siviglia, e della realizzazione dei contributi audio video e dei QRCode che si applicheranno ad ogni singolo punto di interesse turistico. Insomma il turista che si avvicinerà al punto di interesse potrà avere una serie di informazioni grazie a questa applicazione e quindi potrà conoscerne i dettagli più significativi. Il Liceo Tecnico Professionale di Versailles si occupa dei contenuti e della redazione dei testi del progetto e della relativa traduzione in lingua francese. Gli allievi guidati dai formatori ed insegnanti alternano momenti di ricerca e sviluppo nei rispettivi istituti di appartenenza con le settimane di mobilità internazionale: quasi a suggellare un gemellaggio vero e proprie tra le rispettive sedi. Una citazione particolare vogliamo rivolgerla agli allievi del CFP di Valdocco, i nostri allievi del comparto grafico, che hanno operato in successione temporale svolgendo diverse mansioni: dal progettista grafico del logo dell'App, al Key Visual, fino al produttore dei materiali e gadget confezionati per l'accoglienza: il welcome kit! Importante precisazione che fa il Prof. Malacasa riguarda lo sviluppo del progetto ed il coinvolgimento degli allievi e dei formatori dei settori presenti nel CFP. “Abbiamo progettato il logo e le sue applicazioni con il collega Cappelletti e gli allievi dei corsi seconda e terza “Operatore Grafico Multimedia”, organizzandoli come fossero un’azienda di comunicazione.  Questo ha permesso loro ancora una volta di sperimentare tempi e modi del mondo del lavoro. C’è da dire inoltre che i nostri laboratori sono organizzati secondo questa modalità, che è quella della commessa, in grado di simulare la produzione nell’ambito della comunicazione. Nel progetto sono state coinvolti tutti i processi del settore presenti nel nostro CFP dalla progettazione grafica alla stampa, fino allestimento ed anche la stampa magliette con gli allievi con disabilità che hanno un piccolo laboratorio in cui applicano loghi su semplici capi di abbigliamento o gadget, guidati con passione dal loro formatore Emanuele Mensa. Abbiamo così centrato l’obiettivo di far conoscere il progetto facendoli diventare protagonisti! Gli ospiti sono stati coinvolti dai loro coetanei a svolgere la stessa attività e quindi le attività formative vissute insieme hanno riguardato la realizzazione dei materiali, che erano stati progettati in precedenza. Il Prof. Malacasa è molto entusiasta del progetto e si esalta maggiormente quando ci racconta alcune modalità messe in atto per socializzare. “Andare insieme nel laboratorio di panificazione, ha permesso loro di socializzare utilizzando come strumento la pasta per fare la pizza … e poi mangiarsela … Non solo pizza, ma anche elettromeccanica con il coinvolgimento degli allievi del settore che hanno realizzato “le bandiere degli stati europei coinvolti nel progetto costruendo un mini impianto a led la cui illuminazione permette di visualizzare i colori delle bandiere delle tre nazioni: Francia, Spagna e Italia.” Il prof. Malacasa, Alessio per chi non lo conoscesse ancora è ormai un fiume in piena e ci racconta anche i risvolti più simpatici di questo scambio internazionale. “L’occasione ci ha anche permesso di mostrare i monumenti e le bellezze artistiche della nostra capitale Sabauda. Il clou è stato la visita alle residenze reali di Venaria e Stupinigi,il cui ingresso ci è stato omaggiato da Base Running, una nostra azienda partner che ci supporta in diverse attività formative a partire da quelle in apprendistato duale. Nota di colore per i nostri “amici di Versailles”: sono rimasti piacevolmente stupiti nel vedere una riproduzione quasi pedissequa delle loro rinomate bellezze! C’è da non crederci, ma siamo riusciti pure a far vedere la neve (se pensate al clima attuale di Torino può essere definito un vero miracolo) ai nostri amici di Siviglia. E ultimo ma non proprio ultimo, tanto che si sente ancora il profumo, abbiamo consumato una “bagna cauda” delizia dei palati piemontesi più antichi! “Siamo contenti di aver ricevuto attestati di stima e di soddisfazione dalla viva voce di ciascuno dei partecipanti e siamo pronti per la prossima puntata - conclude Alessio Malacasa, ringraziando tutti i Colleghi del CFP che hanno contribuito e reso possibile lo scambio Erasmus e il Sig. Direttore Marco Gallo per la fiducia concessa. Nino Gentile

Iscrizioni alle superiori 2019-2020

Da lunedì 7 gennaio sino alle ore 20.00 di giovedì 31 gennaio 2019, come previsto dall’annuale circolare diffusa nelle scorse settimane dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sono aperte le iscrizioni alle classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado.
Per coloro i quali hanno già un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) non ci sarà bisogno di registrarsi nuovamente: potranno utilizzare le vecchie credenziali per accedere al portale delle iscrizioni senza effettuare prima la registrazione.
Per effettuare l’iscrizione è necessario collegarsi al sito www.iscrizioni.istruzione.it
Quattro i percorsi triennali del Cnos-Fap Valdocco:
  • Operatore della ristorazione preparazione pasti;
  • Operatore grafico: multimedia;
  • Operatore della trasformazione alimentare: panetteria, pizzeria e pasticceria;
  • Operatore elettrico: impianti civili per il risparmio energetico.

Segnaliamo alle famiglie intenzionate ad iscrivere i propri figli presso il nostro Centro di Formazione Professionale che il codice meccanografico della nostra scuola è il seguente: TOCF03200ALe famiglie che avessero necessità di un computer connesso ad internet e/o di un supporto tecnico per effettuare l’iscrizione, possono recarsi presso il nostro Centro nei seguenti orari: lunedì e giovedì dalle 9,00 alle 12,00. Si prega di contattare comunque telefonicamente la segreteria per fissare un appuntamento, prima di recarsi presso il Centro (011.5224302).
Ricordiamo che è obbligatorio indicare una scuola superiore come scelta opzionale e che è opportuno fare una seconda scelta in un altro CFP vicino. Segnaliamo che in caso di iscrizioni in eccedenza, i candidati verranno accettati secondo le seguenti priorità: - ETÀ ANAGRAFICA: nati dal 1 gennaio 2004 con percorso regolare di studi; - CONTATTO DELLA FAMIGLIA CON IL CENTRO FORMAZIONE PROFESSIONALE: colloquio con il Direttore/Responsabile e accettazione del ‘Progetto educativo’; - DISTANZA GEOGRAFICA DAL CENTRO FORMAZIONE PROFESSIONALE: priorità a chi abita più vicino. Per gli allievi con disabilità occorre consegnare in segreteria la CERTIFICAZIONE AGGIORNATA con la dichiarazione di idoneità al lavoro nel laboratorio specifico per l’indirizzo scelto entro il termine ministeriale di accettazione della domanda. La domanda sarà considerata non valida in caso di dichiarazione mendace rispetto alla disabilità.  

26 GENNAIO: OPEN DAY A VALDOCCO

Ultimo porte aperte a Valdocco: termina la serie di open day con la quale il Valdocco apre le proprie aule ed i laboratori ai genitori ma soprattutto ai ragazzi e alle ragazze che dovranno fare la loro scelta formativa per il l'anno 2019-20 con le loro Famiglie. Un evento che ha come obiettivo quello di fornire una informazione orientativa, un colloquio individuale e una visita tecnica con la presenza degli allievi e di formatori esperti, che guideranno tutti quelli che vi parteciperanno, per una scelta consapevole e per capire come la Formazione Professionale permette l'assolvimento dell'obbligo formativo dopo la terza media e il raggiungimento del successo formativo. Il tutto con lo stile educativo Salesiano: tecnologia all'avanguardia, accoglienza, rispetto della tradizione con l'attenzione ai giovani come vuole Don Bosco.
I percorsi professionali triennali del CFP di Valdocco a cui ci si può iscrivere sono: A Valdocco come in tutti i CFP del CNOS FAP di Torino si può raggiungere il DIPLOMA PROFESSIONALE, frequentando il IV ANNO. Nel frattempo il CFP si è arricchito di altri due nuovi laboratori che completano il settore della RISTORAZIONE e che si aggiungo a quelli già presenti del settore ELETTRICO e di AUTOMAZIONE INDUSTRIALE, del settore GRAFICO E TIPOGRAFICO. Vi aspettiamo numerosi. Il direttore del CFP Marco Gallo

BUONI COME IL PANE 2.0 – inaugurazione dei nuovi laboratori di ristorazione e sala/bar

Buoni come il pane: adesso ci aggiungiamo il companatico!
Il CFP di Valdocco consolida le attività di formazione nel settore agroalimentare e affianca al laboratorio di panificazione, pasticceria e pizzeria, quello di ristorazione e sala/bar.
Torino sempre più città turistica a dimensione europea, i Salesiani di Valdocco sempre attenti alle richieste del mondo del lavoro e dei giovani.
"Il CNOS-FAP di Valdocco conta già al suo interno i laboratori di Grafica e Stampa, Impianti elettrici e automazione industriale, e abbiamo lavorato alacremente per inserire questa nuova qualifica, progettando i laboratori e come inserire il nuovo percorso formativo", dice Marco Gallo, che è al suo quarto anno di direzione.
E prosegue:"Era solo la fine di luglio quando abbiamo avviato il cantiere per adattare gli ambienti alle esigenze dei nuovi laboratori.
Il 12 settembre sono iniziate le lezioni del primo anno del corso di qualifica triennale «Operatore della ristorazione: preparazione pasti», e i ragazzi hanno trovato tutto pronto.
Certo qualche ritocco qua e là è ancora è stato fatto, ma i macchinari, gli strumenti, comprese pentole e coperchi (perché qui a Valdocco i coperchi ce li abbiamo in eredità!), e quant'altro è necessario in un laboratorio per la formazione professionale, erano a loro disposizione.
Oggi siamo pronti anche per dirlo a tutti e compiere il gesto simbolico dell'inaugurazione dei locali e per impartire la benedizione a tutti quelli che li frequenteranno."
Gli spazi verrano ufficialmente inaugurati Venerdì 26 Ottobre 2018 alle ore 10.00 alla presenza di don Alberto Martelli, direttore dell’opera di Valdocco, Marco Gallo, direttore del CFP di Torino-Valdocco, don Enrico Stasi, ispettore dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta, e Barbara Azzarà, consigliere CMTO per l’istruzione, l’orientamento e la formazione professionale.

Il CFP di Valdocco: un cantiere nel cuore della Salesianità

Lunedì 3 settembre: questa la data per l’inizio del nuovo anno formativo a Valdocco. Una giornata che si apre con l’incontro di tutto il personale presso la casa salesiana di Avigliana, per cominciare col giusto input e lo sguardo a don Bosco. Verranno poi i collegi dei formatori, gli staff di direzione e i vari team di corso per programmare l’attività educativa e formativa. In realtà il Valdocco non si è fermato durante la pausa estiva perché impegnato nel cantiere della nuova cucina: muratori, elettricisti, installatori, idraulici ed imbianchini si sono succeduti durante i mesi di luglio e agosto e in questi giorni stanno ultimando i lavori di ristrutturazione che porteranno il Cfp ad annoverare tra i propri laboratori, a fianco del collaudato locale di panetteria-pasticceria, una rinnovata cucina ed una nuova sala bar. I primi ragazzi si affacceranno a Valdocco la prima settimana di settembre, chi per i recuperi delle unità formative con qualche debito e chi per l’attività di ristorazione legata alla Fiera Nazionale del Peperone a Carmagnola: un impegno che si rinnova per il quarto anno consecutivo e che vede i nostri ragazzi cimentarsi nella preparazione di tre cene.Il 12 settembre si apriranno le porte ai nuovi allievi di prima dei corsi dell’obbligo di istruzione e formazione: 126 nuovi iscritti ai triennali di grafica, elettro, trasformazione agroalimentare e ristorazione. Seguiranno a ruota, tra il 13 e il 14 settembre, i ragazzi più “anziani” delle seconde classi dei triennali e degli ultimi anni dei percorsi di qualifica. Ultimi a partire, ad inizio ottobre, i ragazzi del quarto anno duale del “Tecnico grafico”, i giovani del percorso biennale del Prelavorativo e i ragazzi del percorso ITS post diploma “Tecnico Superiore della valorizzazione delle produzioni agroalimentari – Gastronomo”. Un totale di circa 340 allievi – tanto per iniziare – in attesa degli esiti del Bando "Mercato del Lavoro", per il quale ci siamo proposti con diversi percorsi su tutte le categorie di utenza, dai disoccupati con licenza media inferiore ai diplomati, dai giovani a rischio agli immigrati. Completa l’attività del Valdocco l'organico dello sportello dei Servizi al lavoro e alle Imprese; il lavoro relativo ai corsi per gli apprendisti e l’erogazione dei corsi di formazione continua individuale per gli occupati che sono pubblicati su http://torino.cnosfap.net/valdocco. In definitiva anche quest’anno mancheranno occasioni per annoiarci. Il mio personale augurio di buon anno formativo ai ragazzi, ai loro genitori ed educatori, ai formatori ed al personale amministrativo.
Marco Gallo Direttore Cnos-Fap Torino Valdocco
 

A lezione con Teo Musso Baladin

Teo Musso al CFP di Valdocco!
Gli Allievi del corso ITS AGROALIMENTARE di tecnico superiore della valorizzazione delle produzioni agroalimentari "GASTRONOMO"
incontrano Teo Musso, che nella nuova aula magna del CFP di Valdocco, racconta la sua esperienza nel mondo della produzione della birra.
Uomo dalla personalità poliedrica, come recita il sito http://www.baladin.it/it/chi-siamo/teo_musso e dalle grandi doti comunicative, è considerato uno dei rappresentanti più significativi di un nuovo modo di intendere la birra, rigorosamente artigianale e preferibilmente da abbinare il cibo.
Durante l'incontro con la platea di oltre 30 persone principalmente formata dai ragazzi del CORSO ITS dice:"Raccontare il cibo è una bellissima esperienza ma sicuramente complessa sopratutto in Italia. Proporlo invece presenta delle difficoltà più in provincia che nei luoghi come Roma o Milano. E poi gli Italiani pensano di saper tutto sull'agroalimentare ed invece non è così! Divisi come siamo dalle dispute di campanile non ci riconosciamo sotto un'unica bandiera ed il nostro spirito nazionalistico fatica ad imporsi anche in un ambito in cui siamo sicuramente all'avanguardia nel mondo.
Ad esempio saper comunicare è importante: F.I.CO non è un centro commerciale... "
Nell'onda lunga del boom della ristorazione e dell'enogastronomia occorre conoscere in maniera approfondita il mondo del cibo perché si corre il rischio, come capita per molti pseudo blogger del settore, di raccontare per sentito dire e non per il proprio vissuto."
Tutto questo perchè il lavoro che vorremmo fare fosse accompagnato da passione.
Passione che deve essere sostenuta da conoscenza.
Conoscenza che sviluppa competenza.
E all'ITS Agroalimentare per il Piemonte si può con il corso di "GASTRONOMO".
Marco Gallo

Valdocco e il 40esimo del CNOS-FAP Piemonte

Il Cfp di Valdocco ha festeggiato il 40esimo dell'Associazione in modo speciale: ha preparato un buffet a sorpresa per tutte il personale della sede regionale, che una volta tanto ha abbandonato (ma solo per un attimo!) documenti, fatture, progetti e varie per concentrarsi sulle prelibatezze. I ragazzi del CFP coordinati dal loro formatore di laboratorio e dal Direttore Marco Gallo, sono stati bravissimi e hanno allestito la tavola di tutto punto e preparato una torta speciale.   Auguri Associazione CNOS-FAP Regione Piemonte (nome per esteso!)

ITS Gastronomo a FICO (Bologna)

di Eliana Denaro Nello scorso mese di maggio l’ITS Gastronomo si è recato in visita a FICO (Fabbrica Italiana Contadina). Per chi si occupa di food o per chi è intenzionato a farlo, FICO rappresenta una tappa molto interessante: 9.000 mq dedicati alle eccellenze made in Italy, suddivisi per tematica e filiera. Ad onore del vero, una giornata intera non è sufficiente per visitare l’intero parco e metabolizzare la miriade di informazioni che si apprendono durante il percorso, ma noi, grazie alla visita organizzata dalla Fondazione Agroalimentare del Piemonte, abbiamo avuto l’occasione di poter ascoltare dal vivo le parole di Oscar Farinetti, che con il suo discorso di benvenuto – una vera e propria lezione sul made in Italy – ci ha immersi nella filosofia di FICO, incentrata sulla conoscenza delle tradizioni locali e preservazione della biodiversità. Due sono i concetti cardine del parco agroalimentare:
  1. il cibo nasce dalla terra. Ancor prima di quando arrivi in tavola sotto qualsiasi forma, non bisogna dimenticare che ogni alimento ha uno stretto legame con la terra da cui proviene, terra che deve essere conosciuta, studiata, rispettata e salvaguardata per il nostro benessere e per quello delle generazioni future. Salvaguardare il nostro pianeta presuppone la salvaguardia della biodiversità: per invogliare il visitatore a riflettere su ciò ed invitarlo ad apprezzarlo, all’interno di FICO sono stati inseriti allevamenti e coltivazioni autoctoni. Tali assunti permeano il percorso formativo di un gastronomo;
  2. la didattica, che deve accompagnare ogni processo, dalla coltivazione della terra alla conservazione del cibo. A tal proposito, all’interno di FICO, oltre ad una serie di percorsi didattici per approfondire la conoscenza del mondo contadino e del cibo, sono state poste sei giostre multimediali, con le quali il visitatore può interagire per scoprire novità e curiosità, in chiave innovativa e suggestiva, relativamente al rapporto dell’uomo con il fuoco, la terra, gli animali, il mare, la bottiglia (vino, birra e olio), il futuro.
Nell’ambito della visita, abbiamo inoltre avuto l’occasione di conoscere Olio Roi, uno dei produttori che FICO ospita: la famiglia produce olive da quattro generazioni, più precisamente olive taggiasche, e oltre all’affascinante storia, ciò che colpisce è la voglia di espandersi sul mercato diversificando il prodotto, sempre alla ricerca di nuove iniziative che possano portare il loro nome nel mondo, dal gemellaggio con la focacceria Gran Torino, alla produzione di prodotti cosmetici con olio extra-vergine di oliva. Sempre con una particolare attenzione alla qualità. Olio Roi si è differenziato introducendo sul mercato prodotti interessanti ed innovativi come la birra, ottenuta con l'aggiunta di foglie di ulivo ed il gin con le olive taggiasche: si tratta di un valido esempio della costante ricerca di nuove opportunità sfruttando quale punto di forza la qualità della materia prima adoperata. In sintonia con l'obiettivo didattico di FICO, olio Roi ha, all’interno del parco agroalimentare, uno spazio comprendente 30 piante ed una zona museale che racconta delle tecniche di raccolta e mantenimento delle piante nonché una linea di stoccaggio ed imbottigliamento, che consente ai visitatori di cogliere a pieno gli aspetti salienti della linea produttiva. Questo percorso è risultato molto utile agli studenti dell'ITS Agroalimentare che hanno giovato di un approfondimento sotto il profilo tecnico.

Un appuntamento “di vino”

di Eliana DenaroFrequentare l’ITS Gastronomo – presso il Cnosfap di Torino Valdocco – significa intraprendere un percorso formativo caratterizzato dall’opportunità di visitare luoghi incredibili e conoscere pregevoli realtà produttive del territorio: la Fondazione Agroalimentare per il Piemonte ha infatti strutturato la didattica affinché agli allievi venga data l’occasione di vivere esperienze difficilmente replicabili in altro contesto, un approfondimento, anche in chiave pratica, di quanto appreso a lezione e dello stretto legame tra prodotti e territorio. Arrivare nelle Langhe ha sempre qualcosa di magico: le colline variopinte, le sfumature del cielo, nuovi fiori che sbocciano, il profumo di natura e di serenità e, al tempo stesso, di mistero. Visitare le Langhe in una giornata uggiosa fa quasi immaginare che la natura voglia proteggere e far scoprire al curioso avventore, oltre la coltre di nebbia che delicatamente le avvolge, il tesoro che si nasconde in questi luoghi meravigliosi, quasi a non volersi conceder subito e tener tutti col fiato sospeso. E se poi, percorrendo questi paesini fiabeschi si avvista un cedro libanese, possiamo essere certi di aver avuto la fortuna di essere in prossimità della proprietà di una delle famiglie con la storia più longeva del luogo: la famiglia Cordero di Montezemolo, che affonda le proprie radici in Piemonte sin dal 1340. Ciò che colpisce appena arrivati non è solo il luogo da favola in cui sorge questa meravigliosa azienda agricola, ma anche la cura che questa famiglia impiega nella produzione vinicola e nell’accoglienza dei visitatori: con grande passione e disponibilità, ci è stata offerta l’opportunità di visitare la cantina, facendoci percorrere l’affascinante viaggio della trasformazione dell’uva in vino di qualità. Gli allievi dell’ITS Gastronomo – dopo un’attenta visita guidata alla cantina – hanno potuto degustare tre vini, Langhe Arneis 2017, Barbera d’Alba 2016, Barolo Monfalletto 2014, secondo una metodologia professionale: la degustazione avviene secondo passaggi standard che necessariamente vanno seguiti affinché questa venga effettuata correttamente. Pur trattandosi di un’attività caratterizzata da un certo grado di soggettività, l’approccio al bicchiere di vino deve essere rigoroso, mediante l’esame visivo, olfattivo e gustativo: dapprima la vista ne individua il colore e le sfumature, l’assenza di difetti evidenti; durante l’analisi olfattiva si rilevano i profumi ed intensità di questi, correlati alla tipologia di uva ed alla sua maturazione, al terroir ed all’invecchiamento del vino, ed eventuali difetti. Questa fase, molto importante, richiede attenzione ed esperienza: per chi è alle prime armi non è semplice riuscire ad individuare tutti i profumi in modo distinto, soprattutto se non gli sono familiari; il gusto, infine, mediante assaggio di piccoli sorsi percepisce il sapore, le sensazioni tattili come rugosità, astringenza e consistenza e le sensazioni gusto-olfattive. Si impara così che il vino non deve essere deglutito immediatamente ma massaggiato in bocca, per permettere al palato di meglio carpire tutte le sensazioni. Si possono intervallare gli assaggi con un grissino; sconsigliato bere acqua. Ogni percezione deve essere annotata su una scheda di valutazione, che riporta la classificazione delle percezioni a cui va attribuito un punteggio, che va da un minimo di 0-1 ad un massimo di 3-4, in base all’intensità di percezione. L’illustrazione dei vini da parte del produttore ha contribuito a creare un clima più raccolto ed intimo, in completa armonia con il territorio, perché conoscere i prodotti ed i produttori amplia l’orizzonte conoscitivo del territorio stesso.