Buongiorno… #lidovesei

L'equipe educativa di Valdocco non poteva che pensare anche al "buongiorno" in questo periodo forzato di formazione a distanza. Ecco quindi che la tipica occasione delle nostre Case Salesiane per lasciare un pensiero di riflessione ai nostri ragazzi – ispirata alla buonanotte di Don Bosco – si trasforma in brevi video messaggi che da lunedì a venerdì verranno rilasciati, come pillole, nella nostra pagina YouTube.
Si parte questa mattina con un videomessaggio di don Alberto Martelli, direttore della comunità di San Francesco di Sales a cui fa riferimento il nostro CFP. "I contenuti del buongiorno dovrebbero aiutarci a recuperare l’unità interiore attorno all’essenziale” ha detto don Pascual Chavez, Rettor Maggiore emerito dei Salesiani di don Bosco. E don Alberto ci lascia infatti due parole significative: allegria ed operosità, invitandoci a vivere la Quaresima come opportunità di risorgere a vita nuova.
Ecco quindi il link per ascoltare, e vedere, il buongiorno di don Alberto. #lidovesei  

Valdocconostop: al via la formazione a distanza

Dopo le prove degli ultimi giorni, svolte dalla classe del Tecnico grafico, Valdocco è pronto a partire con la formazione a distanza, l'unica modalità utilizzabile in questo periodo di emergenza sanitaria per poter svolgere l'attività formativa. Lo staff del CFP ha preparato un video, da oggi a disposizione su Youtube, dove viene spiegato ai ragazzi ed alle loro famiglie come dovranno attivarsi ed organizzarsi – da lunedì 9 marzo – per proseguire il loro percorso di apprendimento. Tutte le mattine – entro le 10.00 – verranno caricati dei lavori (letture, compiti, esercizi, quiz, moduli, ecc...) sulla piattaforma Google Classroom, facilmente consultabile considerato che tutti i ragazzi sono muniti di iPad. Questa è la scaletta:
  1. Lunedì: LINGUA ITALIANA, STORICO SOCIALE, COMP. CHIAVE DI CITTADINANZA
  2. Martedì: MATEMATICA - SCIENTIFICO TECNOLOGICO
  3. Mercoledì: LINGUA INGLESE
  4. Giovedì: AREA PROFESSIONALIZZANTE
Sarà importante rispettare i tempi di consegna perché l'obiettivo è di certificare l'attività svolta, in modo da poter riconoscere ai ragazzi le ore di lavoro svolto. I formatori saranno disponibili su Classroom dalle 10 alle 12 per rispondere ai vostri quesiti e supportarvi nella realizzazione dei lavori. Il CFP ha inoltre attivato un indirizzo mail per il supporto tecnico, nel caso di problemi per l'aggiornamento del sistema operativo piuttosto che delle app, difficoltà di scaricamento del materiale (wi-fi ecc..) o altro ancora. Questo il riferimento: valdocconostop@cnosfap.net

La preparazione del backstage: regia di Alessio Malacasa, coordinamento di Fabio Fantauzzi e Paolo Massa.

Il saluto della nostra Comunità in questo periodo di emergenza

Carissime/i ragazze/i e carissimi genitori, vogliamo dirvi innanzitutto che ci mancate. Non siamo abituati a questo silenzio così strano che si respira a Valdocco senza di voi.

Da quando don Bosco ci ha fondati, oltre 160 anni fa, è la prima volta che tra queste mura non riecheggiano le vostre voci e non condividiamo con voi le nostre giornate.

Stiamo certamente vivendo un periodo particolare della storia delle nostre città e del mondo intero. Un periodo segnato a volte dalla paura e dall’impotenza di fronte ad una malattia così improvvisa e nuova che ci trova tutti impreparati. Eppure ci piace pensare che sia anche un tempo pieno di occasioni e di possibilità, perché ogni nuova difficoltà ci spinge più in là e la forza del nostro essere insieme una comunità che si sostiene e che collabora per il bene di ognuno, non viene meno soltanto perché siamo momentaneamente distanti.


Camminando per i cortili e passando davanti a don Bosco, ci è venuto in mente un episodio del passato che forse ci può insegnare ancora qualcosa.

Era il mese di agosto del 1854 e quell’anno a Torino scoppiò una nuova malattia, più contagiosa e pericolosa di quella attuale, anche perché le norme e le risorse sanitarie di allora non erano così sviluppate: era il colera. Nessuna medicina, nessuna cura. Unico rimedio: la quarantena. Questo portava molti ad essere abbandonati anche solo per paura; e a subire gli effetti peggiori di questo erano ovviamente i più poveri.

Don Bosco non si perse d’animo: era un problema nuovo, e doveva essere combattuto; ne andava del futuro della città e dei suoi ragazzi. Sostenuto da mamma Margherita e dai suoi collaboratori, organizzò con i ragazzi dei gruppi di “infermieri” volontari, che andassero a trovare i più bisognosi e a dare una mano, come potevano. Il resto lo fece la preghiera di don Bosco: nessuno dei volontari si ammalò e molti furono curati o almeno soccorsi e accompagnati nella loro malattia.


Oggi non è tempo di organizzare gruppi di volontari; ce ne sono già e soprattutto c’è gente preparata e professionale che si sta dedicando con forza e passione per il bene di molti. E allora cosa fare? Credo che i tre suggerimenti che don Bosco diede allora ai suoi, valgano ancora per oggi:

  1. Non sentitevi soli: Dio è sempre dalla nostra parte. Era la fiducia inflessibile di don Bosco, messa alla prova tante volte. Dio è un buon Padre e per questo è sempre con noi. Dobbiamo ancora di più fidarci di lui, a lui ricorrere. Chi ha provato lo sa per esperienza: con Dio al proprio fianco si può affrontare ogni sofferenza e ogni disagio anche col sorriso perché grande è la nostra forza assieme alla sua.
  2. Non lasciate solo nessuno. In momenti come questi tutto spinge a rinchiudersi su di sé per proteggersi. Non fatelo. Rispettate le norme per il contagio, ma ricordate che una parola buona, un aiuto semplice, un sorriso, una telefonata, un gesto di vicinanza e di affetto possono fare molto, specie con i più deboli, i più soli, i più in difficoltà. Nessuno deve essere lasciato solo. Il nostro amore e la nostra carità devono trovare nuove strade. Siamo una famiglia e vogliamo dimostrarlo anche questa volta.
  3. Non facciamo vincere la paura. Uno dei motti di don Bosco recita: «Coraggio! La speranza ci sostenga, quando la fiducia vorrebbe mancare». Questi giorni sono una occasione di futuro, non un problema di cui avere paura. Molti e seri professionisti stanno lavorando per il nostro bene e la nostra salute. Dal nostro canto, noi ci faremo venire in mente nuovi modi per incontrarci, nuovi modi per insegnare, nuovi modi per fare del bene, nuovi modi per essere anche oggi una casa che accoglie e una comunità che cresce. Guardiamo al futuro come chi vuol essere «felice nel tempo e nell’eternità!» (D. Bosco).

Carissimi, volevamo soltanto salutarvi, risentire anche a distanza la vostra presenza e, contemporaneamente, farci da voi sentire perché, vicini e lontani, Valdocco resta sempre la nostra casa. Aspettiamo con gioia e speranza di poterci riunire qui di persona, e intanto lavoriamo insieme per una società più sana, più bella e più solidale. Grazie a tutti del vostro affetto, vi ricordiamo a don Bosco anche nella preghiera,

la Comunità Educativa di Valdocco

Il futuro ieri, il presente oggi.

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…” così Roy Batty, il capo dei replicanti ribelli, nel confronto finale con il protagonista Rick Deckard, recita poco prima di morire. Era il 1982 e tutto ciò che veniva sceneggiato nel film Blade Runner, sembrava incomprensibile ai più. Un futuro di tecnologie, una Terra morente per mano dell’uomo. Pura fantascienza! 13 Febbraio 2020, le classi uscenti del CNOS-FAP Valdocco hanno viaggiato in un mondo tecnologico, non più frutto di visionari, ma reale e tangibile. Nell’attività “Rendere possibile un’impresa impossibile -Too fast, too curious… more ethical” del progetto Diderot, promosso dalla Fondazione CRT e attuato dalla Cooperativa Sociale Pandora, parole come Smart Mobility, car sharing, bike community, big data, Hyperloop hanno preso forma. Il coinvolgente e straordinario divulgatore Mario Acampa ci ha accompagnato in un viaggio - sotto forma di documentario interattivo - nel mondo delle intelligenze artificiali, delle grandi scoperte tecnologiche, capaci di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di tutelare il Pianeta. La presentazione ha particolarmente coinvolto i ragazzi che hanno rielaborato l’esperienza. Fra tutti segnaliamo la condivisione di Marco Simondi di IV G (settore grafico) che scrive: “Ho trovato impeccabile la semplicità con cui queste informazioni sono state divulgate, senza apparire confuse, nonostante la loro vastità… Servirsi dell’innovazione tecnologica per dare alla nostra creatività la possibilità di migliorare la società, il mondo che abitiamo, e, non meno importante, la felicità di ognuno.Molte le domande emerse, diverse le risposte ottenute nella presentazione, fra tutte: “utilizzare il pensiero creativo per trasformare il proprio vissuto in una soluzione accessibile agli altri”. La fantascienza degli anni 80 ci ha fatto immaginare. La realtà di oggi ci fa vedere cose che non avremmo mai immaginato! Annabella Dilema https://www.facebook.com/CnosFapValdocco/

Aprirsi all’ascolto e al confronto

Uscire dall’aula per cogliere insegnamenti, perché imparare è un processo complesso e ricco, fatto di molte sfaccettature. Dai contenuti alla conoscenza esperienziale per crescere ed apprendere. È per questo che il CNOSFAP Valdocco organizza visite tecniche e culturali, come quella che le classi di terza hanno vissuto ieri. Grazie al coinvolgimento dell’Associazione Educazione Prevenzione e Salute, i ragazzi della 3 B, 3 C e 3 P hanno partecipato alla conferenza della campagna dei “FREE RUNNERS DELLA SALUTE” dal titolo "L’importanza dei nostri ‘sensi’ per apprezzare la vita", tenutasi nell’Aula Magna dell’Ospedale Molinette. Medici e operatori hanno aiutato 200 allievi circa, provenienti da diverse scuole superiori della Città, a riflettere sui 5 sensi, sul loro utilizzo e sulla loro cura. Con un linguaggio semplice, ma puntuale, sono stati presentati i rischi provenienti da un uso non corretto di cuffiette, dei cellulari e di tutti i dispositivi elettronici abitualmente usati dai ragazzi. Allievi e formatori hanno vissuto con grande entusiasmo ed interesse l’iniziativa e partecipato successivamente al forum di domande e approfondimenti.
Prof.ssa Annabella Dilema _

A Bilbao i ragazzi di Valdocco

Siamo giunti alla IV tappa del progetto Erasmus Entreapp KA 229. I Nostri allievi, Alazas John Gregory, Marica Scotolati, Loan Felicita, Roberto Patrascu sono partiti ieri mattina diretti a Bilbao, accompagnati dal professor Maurizio Brandolini docente del percorso Multimediale nel settore grafico. Immersi in una cornice magica ricca di arte e cultura, i ragazzi in collaborazione con i coetanei partner del progetto (gli allievi di Siviglia, di Bilbao e di Versailles), avranno il compito di proseguire i lavori nella "costruzione" dell'App Entreapp KA229. Auguriamo loro che questa sia una settimana di grandi esperienze personali e professionali ma sopratutto ricca di momenti di gioia.

Valdocco, si parte!

Si parte!
Valdocco è un cantiere in fermento perché continuano i lavori alle strutture adiacenti ai locali del CFP: il cortile, la chiesa di San Francesco, la Basilica, le Camerette di Don Bosco si stanno rimettendo a nuovo per prepararsi al XXVIII Capitolo Generale della Congregazione Salesiana che si svolgerà dal 16 febbraio al 4 aprile 2020 proprio qui presso la Casa Madre.
Un incontro molto importante per la famiglia fondata da Don Bosco che si interrogherà sul tema Quali salesiani per i giovani di oggi?
L'anno formativo 2019-20 è alle porte e al CFP fremono i preparativi perché tutto sia pronto per il 12 settembre quando squillerà la prima campanella per i ragazzi e le ragazze dei corsi di qualifica e diploma professionale, mentre nel frattempo riapriranno lo Sportello Lavoro (il 9 settembre) e si avvieranno le nuove attività di Orientamento.

Dovrà essere l’anno di consolidamento del nuovo settore della ristorazione, inaugurato 12 mesi fa, mentre per i settori grafico, elettrico e trasformazione agroalimentare si ampliano le collaborazioni con le aziende del territorio per garantire a tutti gli allievi un adeguato periodo di stage e maggiori opportunità occupazionali. L’estate appena trascorsa ha portato l’installazione di una nuova macchina da stampa digitale e una stampante 3D per il settore elettrico oltre alle normali operazioni di sistemazione di tutti i laboratori. Intanto, venerdì 6 settembre, tutto il personale Cnosfap del Piemonte si incontrerà al Colle don Bosco per avviare – insieme al presidente ed Ispettore don Enrico Stasi – il nuovo anno formativo.
A Don Bosco chiediamo di vigliare su tutti i suoi ragazzi e sul personale impegnato nella loro formazione professionale ed umana.
Marco Gallo

Uno stile educativo terapeutico

Uno stile educativo terapeutico quello di Don Bosco: così lo definisce la Prof.ssa Rosarina Spolettini nella sua testimonianza, apparsa sull'edizione cartacea de "la Voce e Il Tempo" in cui racconta la storia di Fatima, giovane migrante ed allieva del Centro di Formazione Professionale dei Salesiani a Valdocco, dove ha concluso in modo più che positivo il suo percorso formativo nel settore grafico.
Riportiamo l'articolo integrale che abbiamo tratto dal giornale perché riteniamo che possa ritornare utile a tanti altri educatori, formatori, volontari e persone che si spendono per gli altri. A prescindere che siano migranti, stranieri, giovani in difficoltà può tornare utile conoscere realtà come la nostra – quella del Cnos-Fap – e sopratutto sapere che in Piemonte ne esistono altre 12 ed in Italia altre 59. Frequentare un percorso di studi come quella della formazione professionale salesiana continua nel tempo ad essere un'esperienza altamente educativa, qualificante, tecnologicamente all'avanguardia, ed appagante per chiunque tipo di ragazzo e ragazza lo possa scegliere.

leggi l'articolo completo

Confidiamo che questa "Voce" possa risuonare nel "Tempo" e che vi possano essere altre storie a lieto fine come quella di Fatima da raccontare ai lettori. Ringraziamo la Redazione del settimanale de "la Voce e il Tempo" che ha deciso di pubblicare questa storia.
La Direzione del CFP

Un gemellaggio con Aleppo

Quante cose diamo per scontate, per il semplice fatto di averle sempre lì, a nostra disposizione? Quando premiamo un interruttore o apriamo il rubinetto, ci siamo mai chiesti se c’è elettricità o se uscirà l’acqua? Queste sono alcune riflessioni che ci ha lasciato don Pier Jabloyan, direttore dell’oratorio Don Bosco di Aleppo. In un Paese in guerra ormai da quasi sette anni, l’oratorio - con le sue molteplici attività - è un punto di riferimento e di speranza: il doposcuola, il catechismo, l’estate ragazzi, le squadre sportive, i gruppi… «cose normali in tempi non normali». Perché durante un conflitto anche il numero delle vittime diventa quasi un’”abitudine”. Vittime come un ragazzo, di 12 anni, ucciso da un colpo di mortaio mentre aspettava il bus. O come due fratelli con la loro mamma, a casa, colpiti per sempre da un razzo in quel luogo che - per eccellenza - dovrebbe dare sicurezza. Nelle parole di don Pier il dolore e la sofferenza si uniscono ai miracoli e alla speranza di chi continua ogni giorno a fare il bene e a testimoniare quell’Amore più grande che spinge a dare la vita per gli altri: nell’accoglienza, nel gioco, nell’aiuto, nel trovare la forza di festeggiare ancora ogni piccola gioia quando tutto intorno parla di morte. Ed è proprio qui che si inserisce il gemellaggio che unisce Valdocco alla Siria. Al termine di un anno di riflessione - attraverso momenti di gioco e di festa, di animazione e di ritiro - abbiamo deciso di vivere concretamente la proposta pastorale “Io sono una missione #perlavitadeglialtri”: la nostra vita può dunque realizzarsi pienamente solo con gli altri e per gli altri. Abbiamo quindi lanciato una sottoscrizione a premi, i cui ricavati andranno interamente alla casa salesiana di Aleppo. Un piccolo gesto se preso singolarmente, ma che può davvero fare la differenza. Perché - come ci ha detto don Pier - «Alla fine della guerra, coloro che hanno fatto del male verranno dimenticati. Ma tutti quelli che hanno fatto del bene ai ragazzi di Aleppo saranno ricordati per sempre».
di Ileana Vitale    

BUONI COME IL PANE 2.0 – inaugurazione dei nuovi laboratori di ristorazione e sala/bar

Buoni come il pane: adesso ci aggiungiamo il companatico!
Il CFP di Valdocco consolida le attività di formazione nel settore agroalimentare e affianca al laboratorio di panificazione, pasticceria e pizzeria, quello di ristorazione e sala/bar.
Torino sempre più città turistica a dimensione europea, i Salesiani di Valdocco sempre attenti alle richieste del mondo del lavoro e dei giovani.
"Il CNOS-FAP di Valdocco conta già al suo interno i laboratori di Grafica e Stampa, Impianti elettrici e automazione industriale, e abbiamo lavorato alacremente per inserire questa nuova qualifica, progettando i laboratori e come inserire il nuovo percorso formativo", dice Marco Gallo, che è al suo quarto anno di direzione.
E prosegue:"Era solo la fine di luglio quando abbiamo avviato il cantiere per adattare gli ambienti alle esigenze dei nuovi laboratori.
Il 12 settembre sono iniziate le lezioni del primo anno del corso di qualifica triennale «Operatore della ristorazione: preparazione pasti», e i ragazzi hanno trovato tutto pronto.
Certo qualche ritocco qua e là è ancora è stato fatto, ma i macchinari, gli strumenti, comprese pentole e coperchi (perché qui a Valdocco i coperchi ce li abbiamo in eredità!), e quant'altro è necessario in un laboratorio per la formazione professionale, erano a loro disposizione.
Oggi siamo pronti anche per dirlo a tutti e compiere il gesto simbolico dell'inaugurazione dei locali e per impartire la benedizione a tutti quelli che li frequenteranno."
Gli spazi verrano ufficialmente inaugurati Venerdì 26 Ottobre 2018 alle ore 10.00 alla presenza di don Alberto Martelli, direttore dell’opera di Valdocco, Marco Gallo, direttore del CFP di Torino-Valdocco, don Enrico Stasi, ispettore dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta, e Barbara Azzarà, consigliere CMTO per l’istruzione, l’orientamento e la formazione professionale.